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Mare e Miniere, Anouar Brahem a Villamassargia

Mare e Miniere, Anouar Brahem a Villamassargia
Sabato 11 agosto alle 21,30, Anouar Brahem, il musicista e compositore tunisino più acclamato nel panorama della world music e richiesto nei più importanti e prestigiosi festival europei per la sua raffinatissima musica, sbarca a Villamassargia (ingresso libero).

Ospite atteso di Mare e Miniere per un concerto unico in Sardegna, irripetibile, davvero da non perdere. Un’atmosfera, uno stato d’animo, all’ombra degli ulivi antichi, che esprime insieme alle percussioni di Erkose Barbaros e Hosni Lassaad al clarinetto, la poetica dell’ “enfant de la tradition che si è preso molte libertà”, come si definisce lo stesso Brahem, e rappresenta la metafora della leggerezza, non solo per la sua cassa armonica ma anche per il timbro levigato dal tempo. Un concerto esclusivo scritto sulle suggestive tracce della contaminazione di matrice e araba e mediterranea. Anouar Brahem è un’artista originale che, pur essendo un virtuoso dell’oud, antico strumento che nel IX secolo era già stato definito “strumento dei filosofi” e che i teorici musulmani consideravano non un semplice corpo di risonanza, ma una rappresentazione simbolica di risonanze cosmiche,  ama cogliere lo spirito delle radici mediterranee e il rigore della tradizione,  si lascia trasportare piacevolmente dalla spontaneità del virtuosismo e dal piacere dell’improvvisazione, stimolato da uno straordinario slancio creativo che fa emergere uno stile del tutto personale che mostra continuamente nuove potenzialità. Il confronto con le altre espressioni musicali come la tradizione turca, persiana, indiana, fino al flamenco, è alla base della sua esclusiva ricetta musicale per scoprire nuove affinità elettive e stimolanti incontri con musicisti provenienti da latitudini differenti. Grazie al talento dell’artista tunisino il liuto mostra nuove potenzialità che derivano dalla esplorazione delle comuni radici mediterranee di altri strumenti a corde, e dal rigore e dall’essenzialità creative della tradizione. Brahem non la segue alla lettera ma cerca di coglierne lo spirito: la spontaneità del virtuosismo e del gesto musicale, l’espressività delle pause, il piacere dell’improvvisazione. Dal suo slancio creativo, si sprigiona una formidabile capacità formale che è frutto di una sintesi originale.

 


Simone Franceschi

giovedì 09 agosto 2007


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