23 Magg, 20:33
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Manifestazione a Bindua per ricordare Fratel Gerardo
GIOVEDI 12 MAGGIO ORE 11,00 INCONTRO CON I FAMILIARI DI GERARDO, CON I PICCOLI FRATELLI E GLI AMICI DI FRATEL GERARDO, NEL PIAZZALE DELLA CHIESA DI BINDUA ORE 13,00 PRANZO COMUNITARIO NELLA PINETA DI BINDUA. (costo del pranzo €12,00 prenotarsi entro il 10 Maggio al 078124336 oppure al 078147296 indirizzo di posta elettronica Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) ORE 14 Alla presenza dei familiari di fratel Gerardo e dei suoi “Piccoli fratelli” Cammino della fraternità dalla Pineta alla chiesa di S. Severino ” Per porre due targhe commemorative ai primi due alberi del “Parco Memoriale” Seguirà alle ore 16,30 la Santa Messa nella chiesa di Bindua Tutti i cittadini sono invitati a partecipare. E’ trascorso un anno da quando fratel Gerardo non è più fra noi con una presenza gratuita di amicizia, di lotte, di fallimenti, di gioie e di vittorie condivise, come lui definiva la “Fraternità”. E noi vogliamo ricordarlo con le sue parole, ma soprattutto con la sua azione e determinazione, proseguendo il progetto da lui fortemente voluto di un “Parco Memoriale”. Fratel Gerardo ha sempre dichiarato di aver imparato la “solidarietà” in miniera. Una solidarietà sentita, toccata e sperimentata tutti i giorni nell’affrontare insieme la medesima vita, i medesimi rischi e pericoli. E lui non voleva disperdere quel patrimonio ideale perché oggi è necessario ritrovare quella solidarietà per imparare a “dividere” tra “contratti a tempo determinato”, mancanza di lavoro e barconi che invadono tutti i giorni Lampedusa con il loro carico umano. E la ricerca effettuata sui “minatori morti sul lavoro o in difesa dei propri diritti” diventata pubblicazione, ci ha lasciato in eredità il doveroso omaggio da rendere ai 1.591 minatori di cui si è ritrovata traccia. Fratel Gerardo voleva lasciare, proprio a Bindua, un segno tangibile, un ricordo di chi aveva partecipato, con il dono della propria vita, al progresso industriale e che nessuno richiamava alla memoria in nessun modo. «Intanto ora proponiamo alla Regione Sarda e al Consorzio del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna di favorire e finanziare la fondazione ed edificazione di uno “spazio memoriale” dove si possano piantare 1.591 alberi (con la Supervisione dell’Ente foreste della Sardegna e il contributo delle famiglie dei minatori e delle scuole). Detta piantagione (con rispettiva “targhetta” e nome di uno dei minatori caduti su ogni albero piantato o salvato) potrebbe servire anche come luogo della memoria, del turismo ambientale, per mostrare che il sacrificio di questi uomini, donne, bambini che hanno vissuto, sofferto, amato e gioito su queste terre è, ancora oggi, seme di vita e lezione per tutti». (1) Tale progetto, ben accolto dalla popolazione delle tre frazioni, presentato nel 2008, è stato approvato con entusiasmo sia dal Sindaco di Iglesias, che dall’IGEA, dalla Forestale e dal Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. E’ stato individuato, per questo, il terreno situato tra la chiesetta di San Severino e la frazione di Monte Agruxau, ma finora la richiesta non ha trovato compimento perché una parte dei terreni individuati, inquinati da fanghi e da polveri nocive delle discariche delle nostre miniere, necessitano di completa “bonifica”. Ma noi sappiamo bene che la chiesetta di San Severino resta di accesso libero, come la striscia di terreno che supera la chiesa in direzione Monte Agruxau che contiene moltissimi alberi che sono rinati spontaneamente e sono sopravissuti o rigermogliati dopo gli incendi estivi di poche decine di anni fa. Da questa zona vorremmo cominciare e, sulla base del progetto già presentato e condiviso, vorremmo da subito porre la prima “pietra” del Parco Memoriale. Giovedì 12 maggio ore 14.30 nella giornata dedicata a Fratel Gerardo alla presenza dei suoi familiari e dei suoi “Piccoli Fratelli” Il Cammino Della Fraternità dalla Pineta di Bindua alla chiesa di San Severino per porre un blocco calcareo con dedica a Fratel Gerardo e una targa con il nome di un compagno di lavoro di Gerardo morto d’incidente sul lavoro in miniera ai primi due alberi del parco Memoriale seguirà alle ore 16.30 la santa messa nella chiesa di Bindua Ci rivolgiamo ai vari enti interessati e impegnati nel territorio a valorizzare il patrimonio minerario (Comune di Iglesias, IGEA, Parco Geominerario, Regione Sardegna, Provincia di Carbonia Iglesias) per costruire, in onore di Fratel Gerardo, un accordo programmatico per avviare, da subito, la realizzazione del Parco, con le risorse umane e professionali già esistenti e per sollecitare altre risorse, anche europee. Un Parco della memoria per riqualificare questi territori con qualità, bellezza e spiritualità Il luogo scelto è suggestivo ed emblematico: una chiesetta di fine ottocento sconsacrata e abbandonata da più di 40 anni, circondata da gallerie, pozzi, laverie, con nel retro i ruderi di una casa mineraria, circondata da bellissimi alberi e, a fianco, i resti dei fanghi rossi derivati dalle scorie di trattamento elettrolitico dello zinco. Questo luogo ha ospitato l’anno scorso due giovani artisti, Franziska & Lois Weinberger, protagonisti del Padiglione Austria all’ultima Biennale di Venezia, particolarmente attenti ai temi della biodiversità. Anche in questi incontri tra luoghi e memoria dei minatori e artisti, si è lanciata l’idea di realizzare, intorno alla chiesetta, un parco della memoria, un giardino dell’arte e della biodiversità per ricordare i 1591 minatori morti violentemente sul lavoro e per riqualificare questi territori, con qualità, bellezza e spiritualità. «I fanghi rossi, avanzi sterili di miniere faticose, erano alle mie spalle, attenti come i custodi di un museo aperto sotto il cielo, in ogni stagione, come opera ineguale di lavoro duro compiuto all’insaputa del sole e con scorie nocive per la salute. (…) Là, vicino ai fanghi rossi, c’era la mia casa. L’avevo salutata a gran fatica, lasciandola, e non l’avevo mai dimenticata. Allora non sapevo per quanto e quanto l’avrei rimpianta. Era una casa antica e signorile con i muri spessi ed era stata tanti anni prima di allora la dimora di un nobile che intorno aveva piantato alberi da frutto ed ulivi». «Ma è ormai tempo di RESISTERE, DI ORGANIZZARCI (da soli non possiamo fare niente), di UNIRCI, di manifestare il nostro disaccordo … Non lasciamo mai passare un’ingiustizia, un abuso di potere, pena di esserne complici … E se bisogna gridare, non abbiamo mai paura di farlo, anche nella nostra Chiesa!». Fratel Gerardo
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."redazione1 martedì 10 maggio 2011 |
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