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Il Lavoro Mobilita



Si terrà sabato 7 maggio, alle ore 21.00, presso il Nuovo Cine Teatro di Bacu Abis, “Il Lavoro Mobilita”, della compagnia “La Cernita”, per la regia di Daniela Pani. Lo spettacolo è il secondo appuntamento della sezione di prosa di “Spazi di Frontiera”: rassegna di Teatro Sociale e di Comunità”, sotto la direzione artistica e organizzativa della compagnia “La Cernita Teatro” in collaborazione con il Comune di Carbonia, la Provincia di Carbonia-Iglesias, l'A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e il CRAL Carbosulcis.

Lo spettacolo sarà replicato venerdì 13 maggio, alle ore 21.00, presso il Nuovo Cine Teatro di Bacu Abis. “Il Lavoro Mobilita” è frutto del lavoro dei partecipanti al progetto L.T.P. (laboratorio teatrale permanente), promosso dalla compagnia “La Cernita” e curato da Monica Porcedda.“La Città di Carbonia nasce nel 1938 dall'immigrazione di persone provenienti dalla diverse parti della Sardegna e dell'Italia attirate dalla speranza di un lavoro sicuro e di una nuova vita. Tuttavia, in breve tempo, Carbonia simbolo dell'economia autarchica fascista e “Città del Desiderio” sorta in meno di 13 mesi, dopo la caduta del regime fascista e la fine della guerra non è più la stessa di prima e mostrava tutti i segni della sua esistenza precaria. Con la fine dell'embargo contro l'Italia, i carboni esteri, più economici e con minore presenza di zolfo, portano alla crisi del settore estrattivo minerario sulcitano. Fu una crisi rapida e dolorosa. Nel 1948 La Dirigenza della Carbosarda attuò una rigida politica di costi e ricavi nella gestione aziendale: licenziamenti e trasferimenti di personale (soprattutto quello più politicizzato e sindacalizzato), aumento indiscriminato dei fitti delle case e degli alberghi operai, dell'energia elettrica, del carbone, dei viveri negli spacci aziendali, riduzione arbitrarie degli stipendi anche con applicazione delle multe ai dipendenti responsabili di presunti disservizi. Contro le misure repressive e provocatorie della direzione della Carbosarda, il 7 ottobre 1948, fu proclamato lo sciopero "bianco" dei 72 giorni una battaglia che ha rappresentato la volontà di una comunità intera, appena uscita dalla guerra, di stingersi solidamente con i minatori scioperanti
per difendere il lavoro e la propria identità”. L’Amministrazione Comunale 



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giovedì 05 maggio 2011


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