8 Gen, 08:55
|
"Giochi di Guerra" in scena al Centrale di Carbonia
Lo spettacolo, che rientra nel palinsesto di “un’isola in festival” è nato nell’ aprile 2005 in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Liberazione, e raccoglie lettere, fotografie e storie di vittime del nazifascismo, offrendo agli spettatori una fonte autentica per sapere che cosa muoveva gli animi dei combattenti della Resistenza. Sul palco si alterneranno gli attori Elisabetta Podda, Rosalba Piras e Tiziano Polese, con l’aggiunta del valentissimo Senio G.B. Dattena. A loro si sono affiancati il pianista Valerio Carta, autore ed esecutore delle musiche di scena e Luca Sorrentino, curatore delle immagini video e degli adattamenti drammaturgici. Attraverso la lettura delle ultime lettere di condannati a morte dal regime fascista si ricostruisce un momento della storia italiana di enorme intensità civile di un popolo immortalato in uno dei suoi momenti di maggiore crescita e rivolgimento sociale.
Ogni lettera racconta una vicenda appassionante e dolorosa, una storia di allusioni e anche di silenzi, talvolta di rimozione della morte incombente e talaltra di sublimazione in una dimensione ultraterrena, rafforzata dalla fede religiosa o dalla passione politica. I documenti fanno rivivere il clima di quei terribili momenti e riemergere le ragioni di una scelta ideale, il bisogno di libertà che i resistenti mettevano al di sopra di tutto, perfino degli affetti più cari. E mostrano quanto lo slancio democratico e rivoluzionario della Resistenza abbia caratterizzato un periodo così tragico e significativo per il nostro paese, che sopportò grandi sofferenze ma che fu percorso anche da speranze e utopie pagate con la vita. Una straordinaria testimonianza della complessa realtà del movimento partigiano e degli scontri del 1943-45, alle radici dell'Italia democratica. Tanti eroi reali, concreti come le persone che tutti quotidianamente incontriamo. Tanti anonimi uomini travolti dalla barbarie della storia.
Lo spettacolo si rivolge in modo particolare ai giovani di oggi, che non hanno conosciuto l’incubo fascista, la grande frattura politica morale e culturale che segnava l’Europa e non sanno che, nel momento dell’estremo pericolo, sotto le azioni crudeli della compagine nazista, persone di ogni tipo, di ogni età, si unirono ed alzarono su di tutto le loro pretese di libertà e non si tirarono indietro pur di raggiungere i loro ideali, anzi furono disposti a pagarne il prezzo con la loro stessa vita, per ricordare che gli ideali di libertà devono rimanere un punto fermo di ogni popolo, di ogni generazione e sono più importanti della propria esistenza perchè senza libertà anche la propria vita perde significato. L’ingresso è gratuito. Simone Franceschi giovedì 13 dicembre 2007 |
| < Prec. | Pros. > |
|---|