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Convegno promosso dall'Associazione Argentaria

Quale futuro per la città di Iglesias?
“Una svolta per Iglesias”. È stato questo il tema su cui si sono confrontati venerdì sera ad Iglesias, nella sala conferenze dell’Archivio Storico, amministratori provinciali e comunali, politici, sindacalisti e operatori culturali. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Culturale “Argentaria” ed è stata seguita da un numeroso pubblico.

La serata è stata aperta dall’intervento del sen. Paolo Fogu che ha spiegato le ragioni del convegno, nato per lanciare “un sasso nello stagno” del dibattito culturale, sociale e politico sul futuro della città di Iglesias, una città che ha visto progressivamente perdere la sua centralità ed importanza, a svantaggio di altre realtà più dinamiche e governate da amministrazioni con una diversa marcia propulsiva.

Servizi, sanità, infrastrutture, politiche culturali: i vari relatori hanno proposto un’analisi degli ultimi vent’anni di amministrazione cittadina e presentato timori e speranze per il futuro del centro minerario: da tutti è comunque arrivato un richiamo alla necessità di avvicinare nuovamente la politica alla gente e di abbassare i toni volgari e poco partecipativi che stanno segnando l’attuale fase politica iglesiente e regionale.


L’assessore Laura Ciccilloni, in rappresentanza della Provincia di Carbonia Iglesias assieme al consigliere Emanuele Madeddu, ha ribadito la forte presenza iglesiente all’interno del nuovo ente intermedio, rifiutando le critiche che vogliono la città subalterna alla più dinamica Carbonia. Gino Perseu, medico e consigliere provinciale dell’UDC, ha ricordato gli alti tassi di disoccupazione e vecchiaia che affliggono il Sulcis Iglesiente, auspicando uno sforzo unitario di forze sociali e politiche per affrontare la crisi del comparto industriale di Portovesme e vincere la vertenza sull’energia. Perseu ha poi criticato la politica di gravi tagli alla sanità locale che ha messo in crisi le RSA di Iglesias e Nuxis ed ha tolto alla città prima l’ospedale Crobu e sostanzialmente pure il Santa Barbara.

Perplessità rimangono sul destino dei beni minerari. Dopo i dubbi espressi da Perseu, sono arrivati anche quelli di Fabio Enne, segretario CISL, che ha manifestato apertamente tutti i propri sospetti che l’asta internazionale fortemente voluta da Soru non sia un esempio di trasparenza. Rimane difatti incomprensibile la volontà del presidente della Regione di insistere sulla vendita e non sulla concessione dei terreni, un’operazione che si risolverebbe tutta a danno dell’IGEA, ma soprattutto aleggia la paura che questi nuovi investitori, prima che dello sviluppo, possano essere protagonisti di operazioni fallimentari a spese delle casse pubbliche, come tante esperienze insegnano, a partire dalla Cardnet. Altrettanto misteriosa rimane la decisione di scaricare sulla Regione la bonifica delle aree minerarie oggetto di vendita, mentre la stessa Regione latita sul fronte della vertenza energetica. Inoltre, Enne ha rivendicato il diritto che il sindacato possa condurre incontri e trattative autonome e distinte con la Regione, cosa sinora vanificata dal fatto che Soru convoca le parti sociali sempre “scortate” da amministratori provinciali e comunali.


Marino Canzoneri, della Società Umanitaria, ha posto in evidenza la fuga dei cervelli da Iglesias, un grave problema che ha conseguenze sempre più gravi sul futuro della città. Dopo la chiusura delle miniere, sulla crisi economica si è innestata una crisi sociale che può essere arrestata abbattendo le mura virtuali che separano Iglesias dal suo circondario e riappropriandosi del suo grande patrimonio culturale e di formazione, testimoniato da centinaia di tecnici qui formatisi ed ora in giro per il mondo. L’ex assessore regionale Roberto Frongia ha poi contestato l’immobilismo amministrativo dell’attuale giunta comunale di Iglesias, segnata dal fallimento figlio dell’incapacità di dialogare e confrontarsi del sindaco Carta. Per uscire dalla crisi, secondo Frongia, la città ha bisogno di tolleranza e dialogo, una vera piattaforma strategica da copiare da esempi di successo come Glasgow e Barcellona, e di un’agenzia di sviluppo, quale potrebbe essere il nuovo ruolo del Parco Geominerario.

Intervenuto prima di Marco Marras, presidente della XIX Comunità Montana, il consigliere comunale dei Ds Roberto Caddeo si è chiesto che se per Iglesias serve una svolta, verso dove e cosa deve questa essere orientata. Per Caddeo, Iglesias deve liberarsi da uno schema mentale che la vede prigioniera della sindrome di nobile decaduta. Serve una scossa culturale, a cui devono contribuire le nuove generazioni impegnate in politica, che le dia forza e slancio per guidare il territorio in concorso e non in concorrenza con Carbonia, ma soprattutto le permetta di uscire dall’antipartitocrazia, un’atteggiamento politico e culturale che domina la città da un ventennio e che “a destra si è risolto nell’antipolitica ed a sinistra nella fuga verso la società civile”, riducendo così lo scollamento tra istituzioni e cittadini. Caddeo ha ricordato che, in fin dei conti, si tratta proprio di quanto auspicato dal presidente Napolitano nel messaggio di fine anno, un appello ignorato dai più, come spesso accade agli inviti al buon senso.



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Giampaolo Atzei

sabato 03 marzo 2007


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