23 Magg, 16:46
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“Mein Kampf” in scena al centrale di Carbonia
In Mein Kampf l’autore raccontandoci l’incredibile storia d’amore senza lieto fine fra un giovane Hitler giunto nella capitale dalla provincia per sostenere l’esame di ammissione all’Accademia delle Belle Arti e Schlomo Herzl, uno squattrinato libraio ebreo che sogna di scrivere un romanzo sul senso dell’esistenza. Alla base del testo vi è una sottile provocazione, che fa emergere l’intento politico di tutto il teatro di Tabori: per elaborare la memoria dolorosa del passato e impedire che esso ritorni, è necessario ritrovare dentro di noi parti scomode e complesse, entrare nei panni della vittima e del carnefice, provando sulla propria pelle tutte le sconvolgenti contraddizioni dell’umanità. Il futuro Fuhrer ci viene presentato come un ex bambino infelice, nato probabilmente in una famiglia spietata, con una parziale origine ebraica vergognosa. Il mostro nazista fu solo un uomo, le sue patologie furono tipicamente umane, l’abbrutimento di un’intera nazione fu umano, il comportamento di schiere di piccoli borghesi in delirio fu umanissimo, umano fu il comportamento sadico di aguzzini che, smessa la divisa, tornarono alle loro piccole vite e celarono le aberrazioni dietro alle ordinate tendine di linde abitazioni. I contrari, nello “sberleffo” di Tabori, si incontrano e dialogano. L’ebreo Herzl, con la hubrys umoristica di chi è stato reso orfano dalla violenza di un pogrom e dalla ferocia di sbirri antisemiti, stravolge devozionalmente il Talmud e la Torah per accogliere benevolmente, con pietas, le farneticazioni nazionalistiche di un Hitler isterico, sessuofobo e misogino.
La scelta di questo testo segna il ritorno alla regia di Egisto Marcucci, dopo un lungo periodo di forzato allontanamento dalla scena, ricostituendo così il terzetto che ha caratterizzato la nascita della compagnia nel ’95, con la memorabile edizione de Le sedie di Ionesco, conferma ancora una volta l’interesse dei Fratellini per temi e autori contemporanei, che sappiano descrivere rapporti che mescolano diversi ambiti stilistici, il realistico, il grottesco, il surreale e l’ironico.
L’Amministrazione comunale invita la cittadinanza ad approfittare dell’ottimo cartellone offerto dal Cedac, che per far fronte alle richieste ha ben previsto di replicare tutti gli spettacoli in calendario.
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