8 Sett, 03:51
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Volevate i giovani? Ecco i giovanissimi. Dalla più giovane, Verdiana Siddi,18 anni appena compiuti, al più vecchio Alessio Farris, 21 anni festeggiati in questo mese, gli artisti dell’associazione no-proffit GiuseppeFrau Gallery (oltre ai due già citati: Eleonora Di Marino, Enrico Usai, Lorenzo Macciò) sono scesi in campo con la lista di Sinistra Ecologia e Libertà in queste elezioni amministrative per il Comune di Iglesias e per la Provincia. Non si tratta di un inserimento di comodo facilmente strumentalizzabile, essi hanno portato un preciso programma elaborato insieme a giovani ricercatori, sardi, presenti nelle migliori Università d’Europa, la lista comunale (dove sono tutti candidati) è in ordine alfabetico e sono stati assegnati loro i collegi provinciali richiesti: Domusnovas, Villamassargia e le frazioni di, Nebida, Masua e Bindua, quest’ultima è il luogo dove sono stati protagonisti dell’esecuzione del Murales e, nell’Est’Arte Iglesiente di una residenza che ha saputo portare il nostro territorio nel circuito dell’arte e della cultura internazionale. Le Fabbriche di Nichi sono state, insieme ai distretti culturali evoluti la fonte e la pratica di ispirazione per progettare soluzioni innovative per il territorio. Provenienti tutti dal Liceo Artistico di Iglesias sono stati, in questi anni, al centro di molteplici iniziative, da Notteggiando, al Presepe Vivente, al Carnevale Iglesiente, trovandosi in prima linea ad inventare ed reinventare tradizioni perdute, cercando sempre di elevare il tono artistico e culturale delle operazioni, trovandosi a volte isolati ed incompresi per non dire estromessi da alcune mentalità vecchie e superate. Ma queste esperienze unite all’attività di artisti contemporanei e di studenti, hanno messo in luce anche le forze positive di questa città, tantissimi cittadini che li hanno appoggiati ed incoraggiati: come dimenticare la raccolta di fondi a Notteggiando che ha permesso a due dei candidati di poter frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera? Tra tutte le energie positive sicuramente ha primeggiato la figura del Sindaco uscente, a cui danno il loro sostegno ma non senza critiche rispetto alla necessità di ripensare alcuni aspetti della politica culturale per la città, ritenendo comunque Pierluigi Carta l’unico uomo politico in grado di attivare anche da noi il distretto culturale evoluto, matrice indispensabile per l’uscita dalla crisi del territorio, sull’esempio di numerose città che nel mondo, attraverso questo meccanismo, sono riusciti ad uscire da situazioni anche più drammatiche. La discesa in campo è dovuta anche per la paura, rivelatasi fondata, che le soluzioni della crisi passino per un generico accesso al turismo, per una gestione fondata sulla concezione di sottomettere ad esso i nostri beni culturali ed architettonici o per una politica delle bonifiche clientelari e di basso profilo, che non sappia predisporre il territorio e la cultura verso l’unica prospettiva possibile: Le industrie culturali.
Programma di indirizzo per le industri culturali nel nostro territorio: La cultura come matrice del lavoro, dell’economia solidale , dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente
Il modello di sviluppo di un territorio non può prescindere della messa in atto di quegli elementi che si caratterizzano, nelle economie più avanzate e sostenibili, come i fondamenti indispensabili nei contesti locali: strutturasi nella forma di distretti culturali. La cultura come matrice dei nuovi processi di creazione del lavoro, intesa a creare una strategia coerente per lo sviluppo economico locale, facendo in modo che la cultura sia una delle proprie leve di azione privilegiate, aprendo alle ricerche ed ai linguaggi dell’arte contemporanea, sperimentando forme sempre più ardite e avanzate di disseminazione delle attività culturali nel tessuto della città, favorendo l’insediamento di artisti, costruendo i processi di riqualificazione urbana intorno a sempre più grandi e complessi interventi culturali che sappiano interagire con le migliori energie creative internazionali. Aprire un distretto culturale evoluto, motore delle economie sostenibili e più sviluppate, in grado di interagire sui fondamenti dell’economia post industriale dove l’investimento in ricerca, la produzione di nuovi brevetti, la diffusione delle competenze nell’uso evoluto delle nuove tecnologie, significa operare sull’economia, competitività e sviluppo di un territorio. Così come avviene per la ricerca scientifica dove, pur senza comprendere a fondo il contenuto della ricerca specifica in atto, nessuno oserebbe mettere in discussione la necessità di sostenerla, così dovrebbe essere anche per la ricerca culturale, dove però pretendiamo ottusamente di capirne i codici senza avere le adeguate competenze. Sostenerla come azione principale da parte della nostra amministrazione locale significa portare anche nel nostro territorio le premesse per un industria che sul territorio nazionale è in grado di contribuire al 9,8% (il triplo di quello automobilistico) con 11 milioni di occupati, senza contare l’indotto turistico e commerciale. Nel nostro territorio dove il 43% del PIL dipende da un altro tipo di industria, fornendo dati da società da primo capitalismo, il pil prodotto dalle industri culturali si riduce allo 0,3%. Per evitare che un azione, (comunque inevitabile dato che dal 2011 i finanziamenti europei saranno prevalentemente rivolti a tale settore) diventi retaggio di pochi, o peggio delle multinazionali della cultura, è necessario preparare, informare e formare il nostro territorio a progettare e gestire in prima persona tale occasione, altrimenti saranno altri ad imporceli se ci va bene o, per mancanza di consapevolezza, potremmo essere capaci di farceli sfuggire per un atavica paura de s’istranzu, che quando si chiama Alcoa è ben accolta, ma quando si chiama cultura le nostre resistenze si rivelano ottuse e devastanti, come nel caso Masterplan di Monteponi. Proponiamo quindi un programma che non punti esclusivamente sui fattori materiali sia in ambito culturale (quali i beni artistici e architettonici, le risorse naturali) che produttivo, ma che sappia cogliere quelli immateriali caratteristici della cultura e della ricerca, inserendo anche in questa concezione la politica per le Bonifiche. Altrove, in economie meno sviluppate, ma in grado di offrire servizi e produrre beni più economici del nostro sistema stanno già dimostrandosi competitive e vincenti. Per capire, conoscere e crescere bisogna aprire ai codici artistici, creativi, linguistici innovativi, senza perdere il patrimonio diffuso e popolare ed il contributo delle associazioni già presenti nel nostro territorio, rispettando le dovute competenze, senza spacciare il vecchio per il nuovo e viceversa. Alla base di questo processo non può dunque mancare una rinascita dell’Università del Sulcis-Iglesiente, che non punti solo su indirizzi tecnico-scientifici e che non sia articolata necessariamente in corsi di studio ma soprattutto in master e ricerca specialistica: all’inizio lavoro per pochi, ma in breve termine vantaggi e vero lavoro per molti. Chiediamo a tal fine che l’assessorato alla cultura si trasformi, assumendo competenze similari a quello delle attività produttive, venga trasformato in Assessorato alla Cultura ed alla Contemporaneità, esattamente come accade a Firenze ed in numerose altre città italiane dove la difesa del patrimonio storico, ambientale e paesaggistico non è sicuramente messo in discussione. Anche il semplice utilizzo dei linguaggi visivi come il Murales (come quello realizzato a Bindua) e gli interventi site-specific di artisti contemporanei, siano un ottimo ed economico intervento per riqualificare le frazioni e le periferie e sottrarle al degrado visivo e culturale. Come segnale di cambiamento, con una vena di provocazione, chiediamo che venga tolta la Vittoria Alata dal monumento di Francesco Ciusa, imposta dall’allora regime fascista, nella speranza che non ci si ritrovi mai più nella condizione che la politica imponga censure alla creatività, all’espressione dell’arte e della cultura, anche nelle forme di operare azioni di ghettizzazione delle nostre migliori energie creative per il futuro: i giovani. Chiediamo e ci impegniamo con forza a permettere ai nostri giovani che studiano nelle migliori Università d’Italia e del mondo di avere occasioni di mantenere costantemente un rapporto con la nostra città ed il nostro territorio, permettendo loro di costruire o trasferire nella nostra terra quello che hanno appreso altrove. Come dimostrazione di questo impegno abbiamo candidato in maniera massiccia alcuni di questi studenti nelle nostre liste elettorali, affinché siano loro direttamente a gestire anche politicamente il loro futuro.
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."redazione1 venerdì 30 aprile 2010 |
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