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Sicurezza per l'energia elettrica

L’on. Antonello Mereu (UDC) è intervenuto stamane nella discussione del disegno di legge n° 1974 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, recante misure urgenti per garantire la sicurezza di approvvigionamento di energia elettrica nelle isole maggiori, già approvato dal Senato.

«Oggi occorre porre l’attenzione sugli obiettivi del decreto-legge, piuttosto che sui contenuti, i quali speriamo, tra l’altro, trovino finalmente l’assenso dell’Unione europea - ha detto Antonello Mereu -. Si tratta di porre fine a un’odissea che parte sin dal 2001, ponendo in discussione gli alti costi energetici a cui andavano incontro le principali aziende energivore sarde, non più in grado di stare sul mercato. Tra le principali, vogliamo ricordare la Portovesme srl, l’Alcoa, la Vinyls, l’apparato industriale di Ottana, nonché l’Eurallumina.
Ripercorrendo l’attività posta in essere dai lavoratori di queste fabbriche e dai lavoratori dell’Alcoa in particolare, si è potuti giungere alla soluzione contenuta nel provvedimento in esame, che speriamo sia quella definitiva. Siamo arrivati a questo punto grazie soprattutto ai lavoratori. Ritengo che sia stato importante far comprendere tali problematiche a questa Europa, la quale si ritiene estranea a problemi di questo tipo, non tiene conto che bisogna comunque fare qualcosa per uscire da questa crisi e continua ad interpretare con grande insensibilità gli aiuti di Stato. Questi ultimi, al contrario, sono misure che consentono alle aziende fortemente penalizzate dalla loro collocazione in territori non adeguatamente strutturati, di poter continuare ad essere competitive in un mercato globale senza regole, oggi così ostile. L’Europa rimane, purtroppo, troppo lontana dai problemi della Sardegna e troppo burocrate quando li affronta: occorre un forte intervento del nostro Governo per invertire questa tendenza.
Con questo decreto-legge non si salva solo la Sardegna. Il problema vero riguarda gli alti costi dell’energia elettrica in Italia.
La Sardegna rappresenta oggi la punta di un iceberg, perché lì sono concentrate le produzioni dove più incide il costo energetico. Garantire queste produzioni significa dare sicurezza di approvvigionamento di materie prime necessarie e indispensabili al nostro Paese.
Nel decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge n. 80 del 14 maggio 2005, quando era al Governo anche l’UDC, è anche inserito un progetto importante di produzione di energia elettrica attraverso centrali a carbone con captazione dell’anidride carbonica. Questo è un progetto importante che dovremmo seguire, perché potrà realizzare quell’ambizione cui tutti noi aspiriamo di produrre in futuro energia a bassi costi.»
«L’ultimo tentativo - ha aggiunto Antonello Mereu - è stato compiuto da questo Governo con la legge n. 99 del 23 luglio 2009 e con il Virtual power plant (VPP), di cui tutti conosciamo ormai i risultati negativi. Sono quindi necessari un maggiore impegno e una maggiore attenzione alla soluzione dei problemi: non basta emanare decreti, ma bisogna anche studiarne effettivamente la realtà e l’efficacia.
Questo provvedimento mette ancora in risalto la situazione di forte debolezza del sistema elettrico nazionale in Sicilia e in Sardegna. Lo scarso collegamento con il resto del Paese ne rende precario il servizio, per cui è previsto, in caso di forti perturbazioni della rete elettrica, onde garantire un minimo di fornitura strategica ed evitando così i blackout, un programmato distacco di alcune grosse utenze che per questo vengono premiate con un minor prezzo dell’energia elettrica utilizzata. A questo si aggiunge la possibilità di incrementare l’interconnessione della rete con l’estero, favorendo così gli scambi transfrontalieri di energia.
Si aggiunge, ancora, la volontà di completare le opere necessarie ad un esercizio ottimale della rete nazionale in Sicilia e in Sardegna.
Il compito non è dei più facili. Va seguito e vedremo qui il reale impegno del Governo a tale proposito. Vorremmo essere ottimisti, lo siamo ma, comunque, vigileremo sicuramente sulla realizzazione dei contenuti di questo provvedimento che consideriamo, in questo momento, l’ultima spiaggia per poter risolvere problemi così importanti che riguardano non l’industria ma, soprattutto, i lavoratori. Se è vero, come è vero, che da tutta Italia si continua a dire che bisogna dare dignità agli uomini - ha concluso Antonello Mereu - non vedo come questo possa avvenire se togliamo loro la possibilità di lavorare.» 



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mercoledì 17 marzo 2010


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