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Gli emendamenti dei senatori sardi al Disegno di Legge sul caro energia
I senatori sardi del Partito Democratico hanno formalizzato quattro emendamenti al Disegno di Legge 1195, in discussione presso la Commissione Industria del Senato, che se approvati faciliteranno la soluzione dei problemi del caro energia, della diffusione delle fonti rinnovabili, della ricerca e della innovazione tecnologica nel settore energetico, dell’uso ambientalmente compatibile del carbone.

 

“Si tratta - ha dichiarato il senatore Francesco Sanna, primo firmatario degli emendamenti - “ di quattro diversi interventi. A ciascuno attribuiamo una grande importanza”.
“Il primo emendamento chiarisce che la misura per accentuare la concorrenza nel settore elettrico, consistente nel creare in Sardegna un operatore elettrico virtuale (il cosiddetto Virtual Power Plant), dovrà durare sino a quando la Sardegna non sarà connessa al gasdotto con l’Algeria. Il testo approvato alla Camera su questo punto non è chiaro, ed il Ministero dello Sviluppo Economico non ha fornito, pur avendo oltre un mese a disposizione, alcuna interpretazione autentica. Senza questo chiarimento, le imprese energivore non avranno il tempo di approntare soluzioni strutturali adeguate alle loro esigenze”.

“Il secondo emendamento - continua Sanna - precisa che le Regioni, come ha già fatto la Sardegna, possano accordare una preferenza, nelle autorizzazioni degli impianti da fonti rinnovabili, alle imprese che impieghino l’energia così prodotta per i propri consumi. A parità di condizioni riteniamo che siano da privilegiare le ragioni delle imprese che utilizzano eolico e fotovoltaico per i propri bisogni (come per esempio ha intenzione di fare la Portovesme srl per il piombo zinco ed il settore dei lapidei) piuttosto di chi propone investimenti sulle fonti rinnovabili, pur legittimamente, solo per fare copiosi utili”.

 

“Il terzo emendamento riguarda i progetti dimostrativi sulla cattura del biossido di carbonio prodotto dalla combustione di fonti fossili ed il suo sequestro in siti idonei. Il nostro testo prevede esplicitamente che la sperimentazione sia finanziata, mediante i fondi di Sviluppo Italia, dal piano operativo per la cattura ed il confinamento della CO2 emessa dagli impianti termoelettrici, anche nei giacimenti carboniferi  e nei depositi salini profondi. Sosteniamo, in definitiva, che il contesto del Sulcis sia l’ideale per la realizzazione di uno dei dodici grandi progetti dimostrativi europei di utilizzazione del carbone ad emissioni zero.”

“Il quarto emendamento - conclude Sanna - rilancia la questione della utilizzazione ambientalmente compatibile del carbone  mediante la realizzazione di una centrale elettrica affiancata da sito di sequestro del biossido di carbonio. Riscriviamo, in pratica, la parte della legge 80/2005 contestata dalla Commissione Europea, adeguandola alle più recenti direttive del Pacchetto Clima comunitario” . Nelle prossime ore il complesso degli emendamenti saranno presentati al sindacato dei lavoratori, alle imprese ed agli amministratori locali impegnati, nelle scorse settimane impegnati nella segnalazione della profondità della crisi industriale della Sardegna, per raccoglierne le opinioni e le eventuali proposte.



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Simone Franceschi

venerdì 16 gennaio 2009


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