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Investimenti Portovesme srl

 

Il sottosegretario di Stato, Guido Viceconte, ha risposto stamane in Aula all’interrogazione presentata dal deputato dell’UDC Antonello Mereu sulle iniziative volte a ridurre il costo dell’energia in Sardegna, con particolare riferimento agli investimenti della società Glencore, ricordando l’esito dell’incontro svoltosi il 16 marzo al ministero dello sviluppo economico, nel corso del quale «le parti hanno concordato i passaggi cruciali per il rilancio dello stabilimento che consistono nell’incremento della capacità di acquisto di energia elettrica sui mercati europei, attraverso lo strumento dell’interconnector, e nello sviluppo di un parco di generazione di energia elettrica con impianti eolici dedicato a rifornire lo stabilimento».

 

 

Critica la replica del deputato sulcitano. «Lei mi ha letto il rapporto della riunione del ministero che noi abbiamo in mano e che conoscevamo - ha detto Mereu al sottosegretario Viceconte - .Quando si fanno questi solleciti al Governo ci si aspetta che si facciano dei passi in avanti. Nel verbale c’era scritto che si sarebbero trovati altri 9 megawatt, che sono necessari: per raggiungere la cifra richiesta, infatti, ne mancavano 9 perché avevamo 76 megawatt come richiesta, 53 assegnati, 14 promessi, ma ne mancavano comunque 9.  Ci aspettavamo dal Governo che anziché dire: «Stiamo cercando», dicesse: «Li abbiamo già trovati».  Sono dieci anni che questa società mette a disposizione 300 milioni di euro per potenziare i propri stabilimenti e, siccome produce in Sardegna zinco, vuole portare questo stabilimento a produrre da 110mila tonnellate l’anno a 160mila tonnellate, in un mercato nazionale che assorbe 350mila tonnellate di zinco. Ciò vuol dire che ci sono tutte le premesse perché questa intenzione diventi una realtà. Abbiamo bisogno non soltanto di promesse ma di certezze. Quando parliamo di certificati verdi diciamo che stiamo adottando un decreto che dirà: vogliamo che le parti siano tranquillizzate al massimo in modo tale che finalmente si possa dare atto ad investire. 300 milioni di oggi se vengono investiti tra due anni, varranno un po’ di meno. Pertanto, perdiamo non soltanto tempo e, quindi, durante questo periodo anche una certa attenzione socio-economica nei confronti di un territorio comunque importante, ma andiamo anche a perderci sotto il profilo del valore del denaro. Quando Governo e sindacati si incontreranno, se non si avranno i citati megawatt, vi sarà un altro verbale. Quindi, lo sforzo deve essere, purtroppo, da parte di tutti, per il lavoro che ciascuno di noi deve svolgere. Lo ripeto - ha aggiunto Mereu - non possiamo continuare a dire che, per esempio, ciò non ci viene permesso dall’Europa o dal mercato. Dobbiamo iniziare a dimostrare che, quando vogliamo raggiungere determinati obiettivi, facciamo di tutto affinché vengano raggiunti. Quindi, apprezzerei che, assieme alla buona volontà che l’onorevole sottosegretario ha manifestato anche oggi, vi fosse, però, una concretezza nell’affrontare questi problemi. Non è possibile che in Europa e in Italia si possa pensare che, in funzione di un mercato che nessuno capisce più, un territorio vasto come la Sardegna venga isolato e che delle persone che studiano e che si impegnano non possano trovare collocazione. Credo che sia una questione su cui bisogna iniziare a pensare, anzi, bisogna iniziare a finire di pensare - ha concluso Mereu - e andare incontro alle esigenze di questi lavoratori e di questi territori.»

 

 



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martedì 29 marzo 2011


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