Claudia Lombardo: "A Portoscuso i progetti per gli impianti eolici a rischio per colpa del PPR"
"Se è vero che il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, prevede di creare 3 milioni di posti di lavoro partendo dallo sviluppo massiccio delle fonti rinnovabili, la Sardegna governata da Soru e dal centrosinistra persegue la politica disfattista che, con la scusa di “preservare il territorio” impone vincoli assurdi e in netto contrasto con qualunque politica di sviluppo naturale, integrato e sostenibile".
Lo dichiara Claudia Lombardo, coordinatrice regionale di Forza Italia che accusa il vice presidente Mannoni e qualche altro assessore dell’ex Giunta Soru di mistificare la realtà dei fatti quando sostengono che “restano impregiudicate le opportunità d’intervento nelle aree di Portoscuso e Gonnesa”.
Contestata è ancora la delibera del 16 gennaio scorso con cui la Giunta regionale intendeva derogare - in meglio si suppone - i vincoli preclusivi all’interno delle aree individuate dove ubicare gli impianti eolici fissati nella precedente delibera del luglio 2007.
«Fortunatamente – prosegue l’ex vicepresidente del Consiglio regionale - il limite assurdo che fissava l’installazione di una sola pala in area industriale è stato tolto, mentre la diminuzione delle distanze dai centri abitati e nelle strade provinciali, tanto sbandierata dall’Esecutivo per affermare che i progetti non verranno pregiudicati, nel polo industriale di Portoscuso favorisce, invece, uno solo dei progetti presenti, ma non risolve il problema generale di tutto il complesso industriale ancora vincolato alla discrezionalità politica».
Ma il punto di ulteriore scontro di questa contestatissima delibera del mese di gennaio è la riconferma dei vincoli imposti dal Piano Paesaggistico regionale nelle aree retroindistriali, per cui da luglio 2007 a gennaio 2009 nulla è cambiato.
«Infatti afferma Claudia Lombardo - la nuova delibera conferma che si possono realizzare impianti nelle “aree contermini alle grandi aree industriali per un raggio di 4 km, definite “retroindustriali”, se non interferenti con i vincoli imposti dal PPR”, ma queste aree contermini individuate nella delibera di luglio 2007 ricadono tutte e per intero nei vincoli del PPR.
Per cui niente di nuovo e i progetti previsti in queste aree saranno doverosamente respinti in quanto classificati come “interferenti” con il PPR.
Per questo motivo la delibera che avrebbe dovuto modificare in meglio l’individuazione delle aree in cui realizzare gli impianti eolici risulta inapplicabile e contraddittoria considerando, appunto che l’area retroindustriale di Portrovesme si sviluppa per oltre 8500 ettari e di questi solo 200 ettari non risultano vincolati dal PPR».
«n questo modo – accusa l’esponente politico - la Giunta Soru e quella ora presieduta dal vicepresidente Mannoni, persistono nel considerare le energie rinnovabili come un problema da affrontare all’interno di un’ottica integralista dei vincoli imposti, senza tenere in benché minima considerazione i benefici ambientali, economici e di sviluppo che questi impianti possono produrre.
Per questo, si rende necessario e urgente trovare soluzioni che favoriscano la realizzazione di impianti eolici per l’autoproduzione di energia a cominciare, proprio, dagli impianti proposti dalle industrie energivore del Sulcis, Portovesme srl per prima».
«Il sole e il vento sono le nostre inesauribili materie prime per eccellenza – conclude Claudia Lombardo - e come tali vanno utilizzate, valorizzate senza considerare, quale limite invalicabile, l’attuale configurazione della rete i cui cavi andrebbero necessariamente potenziati per il trasporto dell’energia.
Solo se la politica agisse con la modalità di potenziamento delle energie rinnovabili, sarebbe possibile ipotizzare un futuro prossimo per il nostro territorio in cui la tutela ambientale crea, davvero, sviluppo economico e benessere».