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Aiuti di Stato alle Aziende di Portovesme:incomprensibile l’atteggiamento dell’UE

L’assessore provinciale alle Attività produttive, Alberto Pili, esprime sconcerto per la presa di posizione del vicepresidente della Commissione europea e responsabile della concorrenza Joaquin Almunia, in merito alla decisione annunciata di chiedere al
Governo italiano il recupero di circa 18 milioni di euro dalle aziende Portovesme Srl, Eurallumina ed Ila, per le sovvenzioni sui costi energetici ricevute nel 2004.

<<Il Commissario Almunia, nella sua nota, richiamando i Governi ad impegnarsi al massimo per raggiungere un autentico mercato unico dell’energia, che consentirà una riduzione dei prezzi per le imprese e per i consumatori – afferma l’assessore Pili –, finge di non sapere che la Sardegna, sino al completamento dell’investimento per il cavo Sapei, è un sistema elettrico chiuso e che, per questo motivo, è fortemente penalizzata. Nel 2010 i prezzi zonali forniti dal gestore del mercato elettrico ci dicono che in Sardegna l’energia è costata in media 73,51 euro a MWH, contro una media nazionale di 64,12 euro, i 61,98 del nord Italia e i 59,00 del sud (isole escluse)>>. Sino a quando l’investimento sul cavo Sapei e quello sul Galsi non saranno conclusi, l’isola sarà fortemente penalizzata sul fronte dei costi energetici e le industrie energivore presenti, in assenza di provvedimenti di sostegno transitorio, saranno condannate ad un’inesorabile chiusura. <<Credo che non sia nell’interesse dell’UE favorire la deindustrializzazione degli Stati membri - sottolinea l’assessore provinciale -, soprattutto relativamente a settori come quello dell’alluminio e dello zinco, che sono in forte ripresa e che hanno una grande prospettiva di incremento della domanda mondiale. Non mettere al centro della politica industriale europea la difesa delle produzioni strategiche e la creazione delle condizioni di competitività con i sistemi produttivi delle altre aree del mondo, equivale ad un’auto-flagellazione, in nome della concorrenza interna al mercato europeo, che porterà ad un arretramento del nostro continente>>. La ratio del D.P.C.M. del 6 febbraio 2004 è, in fondo, la stessa del cosiddetto decreto “Salva Alcoa”, che ha riconosciuto, alle 2 isole maggiori, la possibilità di raddoppiare lo sconto per l’utilizzo di energia interrompibile per 3 anni, proprio in virtù dell’isolamento energetico. Tale provvedimento, notificato dal Governo, ha ricevuto l’approvazione della Commissione europea. <<È quindi evidente - conclude l’assessore provinciale alle Attività produttive, Alberto Pili - che nei comportamenti della Commissione non c’è linearità o, forse, prevalgono gli interessi del momento di alcuni Governi che sanno incidere più del Governo italiano>>. 



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venerdì 25 febbraio 2011


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