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Prima conferenza provinciale sulla scuola: SOS dispersione scolastica

 

Nella sala conferenze della Sotacarbo, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, ha riscosso grande partecipazione la prima conferenza provinciale degli stati generali della scuola, con l’obiettivo primario di approdare al “Piano Programmatico della Scuola Superiore del Sulcis Iglesiente”

Gli stati generali della scuola hanno trattato numerose tematiche, comprese in quattro tavoli che hanno riguardato: o il fenomeno della dispersione scolastica; o edilizia scolastica e trasporti; o l’istruzione, la formazione e il territorio; o la qualità dell’offerta formativa. L’interesse del pubblico è stato richiamato dalle relazioni di professor Alberto Granese, professore emerito di Pedagogia generale all’Università di Cagliari, Rosa Maria Maggio, insegnante e presidente del Centro iniziativa democratica Insegnanti di Cagliari, Italo Meloni, professore associato del dipartimento di ingegneria del territorio Università di Cagliari, Maria Letizia Pruna, docente di sociologia economica e del lavoro della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Cagliari, Claudio d’Alessandro, ricercatore e docente di Pedagogia generale all’Università di Cagliari, Marco Simeone e Guido Vacca, rispettivamente assessore provinciale ai Lavori pubblici e assessore provinciale ai Trasporti. La giornata di studi è stata strategica anche per affrontare i punti problematici che mettono a rischio la missione della scuola nel territorio, come l’edilizia scolastica e i trasporti, senza disconoscere le problematiche relative alla didattica, tutti fronti di intervento spesso resi difficoltosi dalla mancanza di fondi. E’ infatti intendimento dell’Amministrazione provinciale unire le forze con gli altri attori coinvolti, creando una rete di collaborazione per ottimizzare i servizi e le offerte presenti nel territorio,attraverso il confronto, la conoscenza e la socializzazione delle situazioni delle scuole superiori, le quali si sono raffrontate sulla base di analoghe esperienze, per la costruzione di una scuola capace di reggere le nuove competenze istituzionali, tra l’altro già previste con il nuovo titolo V della Costituzione. La Conferenza è stata un’importante occasione per condividere la programmazione in materia con l’intero territorio provinciale, aprendo inoltre un confronto a livello regionale. L’appuntamento è stato fortemente voluto dall’assessorato provinciale alla Pubblica Istruzione e Alta Formazione e dall’intera Giunta provinciale, che già agli inizi del suo mandato ha avvertito l’esigenza di vedere chiaramente delineato lo stato di salute delle scuole superiori presenti nel territorio. <<Tale necessità ha portato l’assessorato – ha detto Alessandra Pintus - a muovere delle prime indagini sul fenomeno della dispersione scolastica, sfociate nella stesura di una relazione e del questionario somministrato ai ragazzi delle scuole, che ha fatto emergere dei dati molto importanti al fine di una accurata analisi del mondo scolastico. Si è inoltre compiuto uno studio sui punti di forza e di debolezza delle scuole del sulcis iglesiente, relativi alla sicurezza e all’architettura delle strutture scolastiche e ai trasporti, resi sempre più difficoltosi a causa della mancanza di fondi. Tra i punti di forza, si è evidenziata la pluralità dell’offerta formativa degli Istituti di Istruzione secondaria superiore, capace di rispondere alla diversa motivazione degli studi, e il miglior rapporto a livello regionale, tra offerta di istituti secondari di I°/II° grado>>. E’ altresì positivo il rapporto tra popolazione residente e istituti di scuola secondaria di primo grado, di circa 5.000 abitanti per scuola secondaria di primo grado contro i 6.500 della Provincia di Cagliari, e un numero di scuole medie inferiori pari al numero dei Comuni. Sarebbero state tre in più se il piano di dimensionamento regionale non avesse soppresso le scuole medie di Piscinas, Tratalias e Villaperuccio. E’ nella media anche il rapporto tra popolazione residente e istituti di scuola secondaria di secondo grado, circa 7.000 abitanti per scuola secondaria di II grado. E’ pressoché perfetta la ripartizione territoriale dei plessi nei due distretti di Carbonia e Iglesias. Agli stati generali della scuola hanno partecipato il dottor Repetto, direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Ignazio Congiu, vice presidente dell’Unione Province Sarde, Salvatore Cherchi, presidente della Provincia, amministratori locali, organizzazioni sindacali, dirigenti scolastici, docenti, genitori e alunni, che sono i diretti protagonisti del mondo scolastico e che con le loro esperienze hanno fornito una grande testimonianza e un grande contributo per il miglioramento del sistemascolastico. <<Oggi la scuola – ha sottolineato l’assessore Pintus - sta attraversando grandi cambiamenti, legati soprattutto alla rapida trasformazione della vita sociale e ad un ripensamento del ruolo stesso della scuola in relazione alla sua organizzazione, alla didattica, alla funzione nel processo di crescita e socializzazione degli allievi. Negli ultimi 15-20 anni, i governi che si sono succeduti nel nostro Paese non hanno fatto altro che mettere mano alla scuola, senza mai approdare ad una impostazione capace di durare nel tempo, offrire nuove opportunità agli studenti e migliorare la qualità del servizio complessivo. Sappiamo tutti che la scuola italiana, come quella di altri paesi europei, necessita di cambiamenti, ma il termine “riforma” negli ultimi tempi è stato svuotato completamente del suo significato. L’unico significato che oggi possiamo dare a questo termine è “tagli”. Tagli oltre che alle risorse finanziarie, agli insegnanti e al personale ATA, che producono riduzione delle ore di lezione per gli alunni, disoccupazione per migliaia di precari e aumento degli alunni per classe. Nella primaria e nella secondaria di primo grado questo ha significato soprattutto il taglio del tempo prolungato e del tempo pieno>>. La scuola pubblica oggi attraversa una grande crisi in quanto non riesce a garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti, specialmente a quelli diversamente abili. Insomma, oggi nella scuola c’è un diffuso senso di malessere, di sfiducia e di rassegnazione da parte del corpo docente e non solo. <<Il malessere – ha precisato l’assessore provinciale - investe anche i nostri studenti che sempre più spesso abbandonano la scuola producendo quel fenomeno noto più comunemente a tutti come dispersione scolastica. Ancora oggi la dispersione scolastica è un tema non risolto, le cause sono tante, come la scarsa attenzione della scuola nei confronti degli alunni, la carenza dei servizi di trasporto, l’incertezza sul futuro, e ancora non si è riusciti ad arginare il problema>>. Riprendendo alcune tabelle dalla relazione sulla dispersione scolastica, realizzata a cura dell’Ufficio Politiche per l’Istruzione e i servizi educativi della Provincia, si evidenzia nelle nostre scuole un alto numero di alunni dispersi. E poiché i dati sono divisi per genere, emerge una preponderanza forte del successo legata al genere femminile. Nonostante la quasi parità degli iscritti, si noti come in termini macro, per quanto concerne i ritirati, i respinti e gli alunni con giudizio sospeso, il dato per il genere maschile è nettamente superiore a quello del genere femminile. Fra le maggiori cause della dispersione scolastica, vi è di sicuro il disagio vissuto a scuola dagli studenti, i quali non trovano risposte ai loro grandi interrogativi adolescenziali. Il disagio scolastico è purtroppo una condizione che, a vari livelli di intensità, investe tutte le componenti educative e sociali; da un lato lo studente che lo vive in prima persona, dall'altro l'insegnante che, comunque, deve affrontare le difficoltà ed i problemi interni al sistema scolastico; la famiglia che riflette nel suo equilibrio la qualità dell'andamento scolastico; la società in generale e l'amministrazione pubblica che, ancora, non riesce ad incidere sostanzialmente sulla qualità della scuola. Pertanto, il disagio scolastico esprime la sintesi di una catena che abbraccia l'intero sistema politico-sociale di un Paese. <<È indubbio, dunque – ha aggiunto l’assessore Pintus -, che il sistema scuola deve essere ripensato in modo da coinvolgere in modo attivo i giovani e far si che si possano progettare e programmare interventi didattici e formativi efficaci, volti alla loro crescita personale, culturale, civile e professionale. Occorre rivedere il modo di fare didattica, rivedere discipline, contenuti, tempi, rendere protagonisti i giovani e ascoltare le loro esigenze. Il cambiamento della scuola non può neanche prescindere da un ripensamento del ruolo del docente o del maestro: il docente deve dunque ripensare se stesso nel rapporto con il singolo studente>>. Un politico e pacifista francese, Jean Jaurès, vissuto tra la seconda metà dell’ottocento e i primi anni del novecento, diceva a tal proposito: <<Non si insegna quello che si vuole; dirò addirittura che non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere; si insegna e si può insegnare solo quello che si è>>. Nei prossimi giorni, le varie relazioni emerse saranno utilizzate al fine della costruzione del Piano Programmatico della Scuola Superiore del Sulci Iglesiente.

 

 



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mercoledì 27 aprile 2011


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