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L'asta internazionale per la vendita dei beni
minerari ha fatto un clamoroso flop!

Con un sintetico avviso di gara deserta, la Direzione Generale Enti Locali e Finanze dell’Assessorato degli Enti Locali Finanze ed Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna ha comunicato l’esito negativo della gara internazionale con cui erano state poste in vendita le aree minerarie di Masua, Monte Agruxau ed Ingurtosu. Nessuno dei tre soggetti che avevano presentato una manifestazione di interesse per il bando Luxi (Pirelli Real Estate, Immobiliare Lombarda ed il fondo immobiliare Hines Italia), ha presentato una propria offerta, nonostante fosse stata concessa una proroga dal mese di febbraio alla fine di quello di marzo.

Il patrimonio minerario dell’Iglesiente e dell’Arburese non verrà così venduto, come molti temevano: in particolare, la Cisl si era battuta affinchè la Regione non cedesse a titolo definitivo le aree all’asta, ma solo in concessione al vincitore del bando, e venisse meglio chiarito e garantito il futuro di Igea, la società partecipata dalla Regione proprietaria degli immobili oggetto della gara.

 

Visto l’infelice esito della gara per la riqualificazione dei siti ex minerari, la Regione si propone ora di indirizzare gli investimenti turistico-alberghieri verso i Comuni e di trasformare la vendita in concessione. Il presidente della Regione Renato Soru ha commentato la conclusione del bando internazionale Luxi con un giornalista de Il Sole-24 Ore. “Il bando è stato contestato, non lo abbiamo più sostenuto così come questi bandi vanno seguiti e sostenuti. Perché nessun investitore serio investe senza avere certezze e tantomeno dove c’è anche un poco di ostilità. Poi - ha continuato Soru - c’era anche una contestazione del progetto di riqualificazione di Masua da posizioni di difesa dell’ambiente costiero, anche di quel sito dove avevamo pensato di trasformare volumetrie esistenti. Io con questa sensibilità non solo sono d’accordo, ma sono felicissimo che non si costruisca niente nemmeno lì come in tutto il resto della costa sarda rimasta intatta. Faremo le bonifiche ambientali e Masua diventerà un museo naturale anche grazie a questa spinta”. Gli investimenti la Regione li orienterà sui centri abitati, a Nebida e Buggerru, ed a proposito degli altri siti non costieri, Soru ha detto: “Anche qui ragioneremo con i sindaci, e faremo un bando che tenga conto di una convinzione che abbiamo maturato nei mesi scorsi, a bandi già fatti, che sia meglio dare i beni in concessione piuttosto che venderli”.

 

Insomma, anche se al presidente costa ammetterlo, Soru ha dovuto fare marcia indietro di fronte all’evidenza dei fatti, prendendo atto che forse l’asta sui beni minerari non era poi tanto appettibile; forse non c’è neanche molto da sorprendersi, ripensando che anche i tecnici dell’Aga Khan avevano visitato Masua ma a ciò non aveva fatto seguito alcuna manifestazione d’interesse.
E dire che erano ben altre le premesse. Come ancora si può leggere nel sito web della Regione, il bando internazionale per la riqualificazione e trasformazione del Parco Geominerario della Sardegna, suggestivamente battezzato con il nome di Luxi, avrebbe dovuto offrire alla Sardegna l'opportunità di un investimento turistico in riva al mare, rappresentando l'ultima occasione di realizzare anche nuove volumetrie, insieme al recupero, sulla costa protetta da un rigoroso Piano Paesaggistico regionale.
Luxi avrebbe dovuto rappresentare “una occasione per gli investimenti e una luce per le popolazioni locali, per la crescita e lo sviluppo di quelle comunità nella sostenibilità ambientale e paesaggistica; offrendo nello stesso tempo una prospettiva economica, turistica e di migliore qualità della vita. Un ritorno economico, di qualità sociale e di immagine nel lungo periodo”.

 

In particolare la gara interessava due compendi così definiti:
Primo compendio: area di Masua e Monte Agruxau, della superficie territoriale di circa 318 ettari, dove veniva consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo di mc. 120.000 per Masua e mc. 40.000 per Monte Agruxau, per un totale massimo di 160.000 mc;
Secondo compendio: area di Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli, superficie territoriale di circa 329 ettari, dove si consentiva il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo di mc. 30.000 per Ingurtosu e mc. 70.000 per Pitzinurri e Naracauli, per un totale non superiore a 100.000 mc. complessivi.

 

L'importo a base d'asta era di € 32.520.000 per il compendio di Masua e Monte Agruxau e di € 11.000.000 per il compendio di Ingurtosu - Pitzinurri - Naracauli, al netto delle imposte e spese accessorie.
Infine, si riporta il documento firmato da Gabriella Massidda, Direttore del Servizio affari generali, bilancio, gestione del personale e contenzioso, con cui cala il sipario sul bando Luxi:
“Si rende noto che la gara a procedura ristretta indetta dalla società “Interventi Geo Ambientali S.p.A.” (Igea), rappresentata dalla Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica - Direzione Generale Enti Locali e Finanze - Servizio affari generali, bilancio, gestione personale e contenzioso, per la “Cessione, riqualificazione e trasformazione di ambiti di particolare interesse paesaggistico del Parco Geominerario della Sardegna (Masua – Monte Agruxau, Ingurtosu, Pitzinurri – Naracauli)” è stata dichiarata deserta, con determinazione n. 785/AG del 4 aprile 2007, in quanto nessuna delle tre società prequalificate ha presentato alcuna offerta entro il termine inderogabile fissato nelle ore 13,00 del giorno 2 aprile 2007”.

 



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Giampaolo Atzei

venerdì 06 aprile 2007


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