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Monsignor Tarcisio Pillolla 
è il primo cittadino onorario di Carbonia

L’onorificenza gli è stata consegnata nella serata di venerdì 27 aprile durante una seduta del consiglio comunale, convocata per l'occasione. Hanno partecipato alla cerimonia tutti i consiglieri comunali, le autorità militari e un folto numero di suoi “nuovi Concittadini”.

Ad introdurre i lavori, è stato il Sindaco Salvatore Cherchi, che dopo aver letto le motivazioni, già presenti in una scorsa delibera di consiglio, si è prodigato nel menzionare puntigliosamente il perché di questa scelta. All’origine di tutto c’è il grande impegno svolto da Monsignor Pillolla nella difesa e nella promozione del diritto del lavoro.

 

Cherchi ha, infatti, ricordato l’impegno esercitato per tutelare, quello che proprio il Vescovo nel suo successivo intervento ha definito, un diritto fondamentale sancito dall’articolo 1 della Costituzione Italiana. Ma il sindaco ha voluto porre l’accento anche sulla grande attenzione dimostrata da monsignor Pillolla per tutte le problematiche sociali, che nel corso dei 7anni e mezzo del suo mandato, hanno chiamato in causa carbonia e il territorio intero. Dopo il sindaco è stata la volta del vescovo che ha esordito esprimendo la sua gratitudine nei confronti del sindaco e dell’amministrazione tutta. Subito dopo i ringraziamenti, il Pastore della diocesi ha detto che già dal suo arrivo amava Carbonia e che adesso questo gesto di gradita riconoscenza lo spinge ad amarla ancora di più. Ma dopo i ringraziamenti è stata la volta delle riflessioni. Il vescovo non poteva non iniziare se non parlando del mondo del lavoro. Egli ha ricordato che già nella prima omelia del suo mandato aveva fatto riferimento al problema occupazionale, che è diventato poi punto fermo del suo impegno pastorale. Il Vescovo non si è soffermato però, solo sulle problematiche legate alla grossa crisi occupazionale, ma è andato oltre. Il suo discorso ha, infatti, toccato i problemi e l’impegno a cui la società è chiamata a infondere nella promozione della famiglia. Alcuni riferimenti hanno riguardato anche i documenti della chiesa relativi alla figura del vescovo. Prima di concludere il suo intervento il vescovo ha citato, i versetti degli atti degli apostoli in cui San Paolo si definiva cittadino Romano.

 

Al termine dell’intervento del Vescovo, accompagnato da un partecipato applauso, è stata la volta della consegna ufficiale della cittadinanza. Il sindaco ha prima donato al vescovo una vecchia lampada al carburo, simbolo del faticoso lavoro della miniera. L’omaggio è stato molto gradito da Mons. Pillolla, che ha baciato la lampada che seppur in metallo, così come ha ricordato al termine della Santa Messa celebrata successivamente nell’adiacente parrocchia di San Ponziano, ha per lui valore decisamente superiore rispetto ad una lampada in metallo o in argento. Questo proprio perché in quel oggetto è rappresentata la fatica e il sudore degli uomini. Dopo la consegna del dono, il sindaco e monsignor Pillolla, hanno posto la loro firma nel libro dei cittadini onorari. Al termine del consiglio comunale straordinario, il vescovo ha concelebrata la santa messa di commiato dai fedeli di carbonia. La chiesa era gremita di fedeli che hanno voluti unirsi in preghiera per salutare il loro Pastore. Il vescovo ha ricordato la sua esperienza, non dimenticato di ringraziare i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i laici tutti. Al termini della Funzione, si è tenuto un rinfresco, nel quale il vescovo ha potuto ricevere il saluto affettuoso di tutti i fedeli.




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Marco Corrias

sabato 28 aprile 2007


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