Clandestini bloccati a Sant’Antioco Per due giorni sono rimasti bloccati nell’isoletta del Toro, a sei miglia a sud delle coste di Sant’Antioco, i 17 clandestini (16 algerini e un tunisino) che speravano di approdare sulle coste sarde ma sono stati traditi dal motore della loro imbarcazione che li ha beffati proprio sul più bello, a un passo dalla meta.
I naufraghi sono così rimasti su quelle rocce a strapiombo sul mare, senza cibo ne acqua, con le onde che si abbattevano violente sugli scogli, aspettando che qualcuno si accorgesse di loro.
È stata la motovedetta della capitaneria di porto di Sant’Antioco a trovarli, su segnalazione di un anonimo che ha avvisato le forze della marineria antiochense. Il più anziano dei clandestini ha 35 anni, il più giovane 23. Due di loro sono stati arrestati con l’accusa di essere gli scafisti, sono stati trovati infatti con dei cellulari nelle tasche.
Tutti i clandestini sono stati recuperati, fatti salire sulla motovedetta e poi trasportati nel porto di Sant’Antioco dove sono stati presi in custodia da carabinieri e polizia locale. Nella notte sono stati poi trasferiti in un hotel vicino a Cagliari, in attesa di essere portati in un centro di permanenza temporanea.
Non accenna quindi a diminuire l’ondata di arrivi nelle nostre coste: dal novembre sono ben 184 i clandestini giunti sulle nostre coste. Ormai siamo di fronte a una vera e propria emergenza. Si parla infatti già dell’istituzione di un centro di accoglienza per i clandestini. Il governo italiano e in particolare i servizi segreti nel frattempo hanno deciso di inviare alcuni uomini in Algeria per indagare sul mercato delle partenze dalla nazione nordafricana verso la Sardegna.